Swiss Secrets – Giornate di Soletta 2023

Testo di Simone Ganser

SOLETTA – Una serata speciale al Festival di Soletta 2023, non solo film verranno proiettati ma sabato sera 20 gennaio verrà mostrata per intero la serie ticinese Swiss Secrets. Un progetto che ha raccolto le più svariate professionalità nel mondo cinematografico ticinese, e non solo, e le ha coinvolte in qualcosa che potrebbe davvero spiccare il volo.

Un progetto nato dal nulla durante il lockdown e interamente realizzato da due giovani artisti Simone Ganser e Davide Romeo, che trovandosi in quella famosa situazione di „chiusura“ sono riusciti a trasformarlo in un periodo produttivo al 100%. La serie è stata presentata ad un’anteprima esclusiva al Palacinema di Locarno e ora è pronta per essere mostrata al pubblico di tutta la Svizzera sullo schermo di Soletta.

Questo fatto rende molto particolare lo sviluppo della serie anche per lo spettatore, perché la serie inizia dando un senso di quasi claustrofobia in un solo luogo con due attori per poi scoprire tutto il resto gradualmente negli episodi successivi.

Come è nata l’idea di di Swiss Secrets?

​L’idea in origine è nata spontaneamente per via dell’assenza di lavoro creativo nel periodo del primo lockdown. Essendo noi degli artisti senza “terra ferma” non volevamo stare con le mani in mano e abbiamo deciso di dedicarci ad un nuovo progetto, oserei dire una vera e propria avventura che continua tutt’ora a stupirci. Il tutto è nato con la produzione di una miniserie web action thriller „Airbnb Secrets“, filmata, montata, scritta e recitata solamente in due persone chiuse in un appartamento. Queste erano le condizioni in cui tutti ci trovavamo ma noi abbiamo deciso di renderle produttive al 100%. Con il passare del tempo e grazie al successo locale di “Airbnb Secrets”, anche distribuita su RSI Play, la serie si è evoluta ed è diventata a tutti gli effetti la serie tv “Swiss Secrets”.

Cosa è successo a Airbnb Secrets?

In poche parole, mentre giravamo Swiss Secrets, che in teoria doveva essere solamente la continuazione della prima parte ci siamo accorti molto velocemente che il progetto si stava ingrandendo in maniera esponenziale e che sarebbe stato un peccato avere una “prima parte” così “piccola” rispetto al seguito. Abbiamo deciso quindi di compattare il materiale che avevamo facendo nuovi tagli di montaggio e cambiando leggermente la struttura ed è così diventato il primo episodio di nove. Questo fatto rende molto particolare lo sviluppo della serie anche per lo spettatore, perché la serie inizia dando un senso di quasi claustrofobia in un solo luogo con due attori per poi scoprire tutto il resto gradualmente negli episodi successivi.

Insomma: una sfida ardua e un progetto inaspettato e innovativo, quantomeno considerate le estreme condizioni di lavoro.

Voi spesso lo avete definito un lavoro “titano”, perché?

L’enorme sfida in cui ci siamo lanciati era di creare qualcosa di nuovo in un periodo difficile: ovvero sviluppare un prodotto audiovisivo seriale elaborandolo „dalla A alla Z“. A partire dalla scrittura delle puntate alla recitazione, fino al montaggio, quindi all’audio, al lavoro di cameraman, alla color correction, eccetera. Tutto con lo scopo di ottenere un risultato il più professionale possibile, nonostante il personale fosse ridotto a sole due persone, senza contare i mezzi limitati e il budget pressoché nullo. Insomma: una sfida ardua e un progetto inaspettato e innovativo, quantomeno considerate le estreme condizioni di lavoro.

Il cast in fine era molto ricco di attori e personaggi di spessore che si sono appassionati e affezionati a questo progetto e ci hanno sostenuto offrendoci il loro talento.

In questa produzione ci sono però anche alcuni nomi molto conosciuti, giusto?

Ben presto al team di lavoro si è aggiunta l’artista svizzera Nina Burri, sia nel ruolo dell’antagonista sia di sostenitrice di produzione. Nina è stata fondamentale nello sviluppo di questa serie. Da sempre si è appassionata al progetto, ci ha aiutati e appoggiati con tutti i mezzi che aveva e proprio grazie a lei abbiamo avuto accesso ad alcune importanti location dove abbiamo filmato alcune scene. Per noi è stato senz’altro un grande onore lavorare con lei e avere il suo appoggio in alcuni settori della produzione.

Nella serie in un secondo momento si è aggiunta anche un’altra nota giovane promettente attrice: Miriam Dossena (una delle protagoniste di Alex & Co. della Disney). Nel cast possiamo trovare anche nomi conosciuti come Daniele Marcheggiani, Alessandro Crivelli e riguardo al mondo cinematografico svizzero o tedesco anche i due noti attori René Rindlisbacher e Walter Andreas Müller. Il cast in fine era molto ricco di attori e personaggi di spessore che si sono appassionati e affezionati a questo progetto e ci hanno sostenuto offrendoci il loro talento.

Per quanto riguarda il team tecnico si è aggiunto lo sceneggiatore svizzero Michele Blum che, credendo nel progetto, si è inaspettatamente messo a disposizione come supervisore della sceneggiatura e della drammaturgia. Lorenzo Soldini che, con enorme impegno, si è appassionatamente lanciato nella colossale impresa di comporre la colonna sonora per tutta la serie. Un immenso onore per noi è stato collaborare anche con il famoso Amos Sussigan, che lavora nella grande industria cinematografica di Hollywood, che si è messo a disposizione per realizzare il design dei due poster ufficiali della serie. La lista di persone da citare volendo è molto lunga ma forse mi fermo qui per non annoiarvi troppo, se volete saperle tutte le troverete nei titoli di coda (scherzo).

Il punto focale della storia è quindi l’instaurarsi graduale e progressivo di un improbabile rapporto tra i due personaggi, che si trovano confrontati necessariamente con gli spazi ristretti – quasi claustrofobici – dell’appartamento in cui trascorrono le loro giornate.

Di cosa parla Swiss Secrets?

Swiss Secrets racconta l’incontro e la convivenza tra un giovane affittacamere in carriera dal carattere impulsivo e un misterioso ospite dal temperamento diametralmente opposto. Il punto focale della storia è quindi l’instaurarsi graduale e progressivo di un improbabile rapporto tra i due personaggi, che si trovano confrontati necessariamente con gli spazi ristretti – quasi claustrofobici – dell’appartamento in cui trascorrono le loro giornate. I due coinquilini però, nonostante l’apparente normalità, hanno ciascuno qualcosa di terribile da nascondere. Cosa? Venite a vedere la serie al Festival di Soletta il 20 gennaio.

Avete già una distribuzione? Insomma, dove potremo vederla dopo Soletta?

Essendo una piccola produzione ed essendo nata quasi per caso, all’epoca non avevamo ancora pensato in concreto a come distribuire questo materiale. Adesso ci lasceremo sorprendere dai vari Festival e vediamo se si aprono alcune possibilità per questo progetto. Alcune proposte sono già arrivate ma ancora aspettiamo per decidere.